E' l'ora della responsabilità, verso le persone e la nostra storia

Elisabetta Galli di IMV: le persone elemento chiave. Capitale umano e formazione

Elisabetta Galli, 48anni, due figli, è l’amministratore delegato di Imv Presse, società brianzola, con quasi un secolo di storia e con sede in Villasanta, che produce macchine per la deformazione della lamiera destinate principalmente al mondo dell’industria automobilistica, degli elettrodomestici e della componentistica. L’azienda, fondata nel 1934 dal nonno, e oggi alla terza generazione, ha oltre 80 dipendenti lavora per la maggior parte per il settore automotive ed è da alcuni anni sotto la sua guida. Una guida condotta non "in solitaria" - Elisabetta Galli ha due fratelli che lavorano con lei in azienda - ma che costringe Elisabetta a dividere il proprio tempo con quello dedicato all’ambito famigliare e le fa effettuare scelte sempre improntate a una ricerca della crescita connessa al senso di responsabilità del buon padre, anzi della buona madre, di famiglia.

Qual è la prima cosa che emerge ai suoi occhi in questa crisi?
Anzitutto che ho una responsabilità nei confronti di chi mi ha lasciato questa realtà produttiva che devo condurre e far crescere, un progetto importante nato ormai quasi un secolo anni fa e che, con onori e oneri, insieme ai miei fratelli sento su di me. Una responsabilità che è nei confronti dei clienti ma anche dei miei dipendenti, delle loro famiglie e del territorio. È la stessa responsabilità di sempre se vogliamo, ma ora si fa sentire più stringente.

A cosa dà luogo questo senso di responsabilità nel momento in cui la crisi si fa più dura e la situazione più stringente e coercitiva?
La responsabilità che sento nei confronti dei miei dipendenti è quella di tutelare la loro salute con i mezzi previsti dai decreti per far fronte a questo momento, ma anche e soprattutto dar loro la possibilità di una serenità, che poi ci servirà a ripartire. Oggi c’è necessità di pensare anche a chi è a casa, alla famiglia e ai figli, alla possibilità di dedicare loro il giusto tempo. Di modo che dopo si possa ripartire al meglio.

Concretamente questo in cosa si realizza o si è già realizzato?
A parte le norme di sicurezza interna e lo smartworking per i reparti in cui questo è possibile, direi anzitutto l’attivazione della cassa integrazione e l’anticipo di questa a nostro carico per ogni dipendente.

Anticipate ai dipendenti il contributo che proviene dalla Cassa Integrazione?
Sì. E' l'ora della responsabilità. E' quello che la situazione ci chiede. Loro sono la nostra prima risorsa, la prima forza grazie alla quale potremo riaprire e riprenderci. E’ giusto che percepiscano la tranquillità o meglio la certezza, la consapevolezza di quanto valgono per la nostra azienda che vive grazie ai nostri macchinari, ai nostri investimenti ma soprattutto grazie alle competenze e conoscenze che loro impiegano e che trasmettono fiducia alla nostra clientela.

Per formare queste competenze attuate formazione aziendale?
Molta. La attuiamo in quasi ogni ambito: a volte è training su macchinari specifici, a volte formazione su software, appunto smartworking, o su altre tematiche mirate. Ci formiamo tutto l’anno. Alla fine trovare personale che abbia capitalizzato l'esperienza specifica di questo ambito non è facile. E’ davvero un capitale umano e ci teniamo a mantenerlo tale, ci teniamo moltissimo.

E’ stato giusto fermarsi?
Sì, forse avremmo dovuto fermarci da subito, farlo prima, di modo da poter trarne subito gli effetti positivi.


Paolo Grisorio